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Sant’Agata - Natale 2011
“Principe della pace”
“… un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio … il cui nome sarà Principe della Pace!” (Is 9,5).
In tempi di guerra e di discordia, in tempi di convivenza difficile a motivo delle diversità etniche, politiche, a volte anche religiose … in tempi di relazioni sofferte anche dentro la famiglia, le comunità cristiane e in riferimento a tutti quei rapporti che sembravano forti ed indissolubili …
ci fa bene ascoltare un annuncio come questo: il Dio che viene è Principe della Pace!
Forse, siamo tentati di dimenticare che ci sia una radice di pace, di unità nell’abitare le relazioni, dalle più intime a quelle più universali.
C’è una radice di Pace! La pace è ancora possibile!
Il Cristo che a Natale celebriamo come il”presente” è davvero Principe della Pace. Perché?
Perché viene nella debolezza e nella fragilità. Gli unici presupposti della Pace sono proprio questi. Finché ci si pone di fronte all’altro e agli altri con i segni dell'arroganza e della forza si creeranno sempre nemici ai quali si darà fastidio e che cercheranno di prevalere.
Debolezza e fragilità domandano solo di essere accolte, buttando via le armi (pretesa e violenza) e disponendosi solo ad accogliere. Si può anche rifiutare, se si vuole, ma si capisce facilmente ed immediatamente di essere iniqui ed ingiusti.
Perché nel suo agire e nel suo parlare, Gesù abbatte ogni barriera, ogni diversità è superata nell’accoglienza incondizionata dell'altro; ogni divisione anche quelle che la religione ha creato è ritenuta ingiustificata ed ingiustificabile … proponendo sempre l’uomo, la sua vita, la sua dignità, il suo futuro, il suo bene al centro di tutto e sopra tutto.
Perché ha saputo amare tutti, anche i nemici, e per tutti ha dato la sua vita.
Perché nell’ultima cena si è chinato a lavare i piedi anche di chi non lo comprendeva e di chi lo rifiutava e lo aveva già venduto.
Perché anche a Giuda ha rivolto la parola “amico” ed anche verso i suoi crocifissori ha avuto parole di misericordia.
Per questo è “Principe della Pace”.
Ma “principe” è anche richiamo a qualcuno che è “Primo/Principio” di tanti altri che seguono. Ed è qui, crediamo, che ci giochiamo la responsabilità del Natale.
Se Gesù è “principe/principio”, chi sono coloro che lo seguono? E noi dove siamo?
Spesso si ha la sensazione che anche coloro che seguono Gesù Cristo siano dei guerrafondai perché non cercano giustizia e relazioni autentiche, perché si accontentano di una fedeltà esteriore e devozionale senza capacità di assumere responsabilità e di mettere le mani sulla storia. Spesso lo seguono persone cariche di contraddizioni e capaci di coniugare presenza in chiesa con assunzione delle logiche più meschine ed egocentriche, gesti liturgici e ricerca di privilegi e tornaconto.
Spesso si segue Gesù Cristo con il rancore per questo o per quello, con le mani chiuse al gesto della carità e della condivisione, con le fratture create e mantenute anche con i parenti più stretti e gli amici che fino a ieri sembravano preziosissimi.
E noi dove siamo?
Il Principe della Pace che accogliamo nel Natale ci chiama con radicalità e con forza a non avere paura di schierarci per ogni gesto di comunione e di dono, per ogni schieramento a fianco di chi lotta per la giustizia e per nuove relazioni.
Il Principe della Pace ci chiama a costruire nuovi percorsi di umanità perché ci sia più pace, più uguaglianza, più desiderio di condivisione, perché ci sia più serenità e più senso di responsabilità nel gestire le nostre realtà politiche ed economiche, perché ci sia più accortezza ed onestà nell’usare quel bene di tutti che è la creazione.
Il Principe della Pace ci chiama a costruire relazioni nuove nel nostro piccolo, all’interno delle nostre famiglie, delle nostre amicizie e delle nostre realtà ecclesiali, perché ognuno possa vivere rispettato nella sua dignità, nel suo valore ed anche nella sua diversità.
Accogliere questo Principe della Pace è “affare serio” …. È disporci a vivere un Natale spogliato sì della sua poesia ma rivestito di autenticità e coraggio.
Buon Natale! |